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Dalle Fraternità

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Incontro zonale a Terracina

Incontro zonale "Maria mediatrice" 16.02.2014

Incontro Fraternità della zona “Fra’ Ruffino”

c/Fraternità di S. Maria Mediatrice

16 Febbraio 2014

 

 

 

La Fraternità di Santa Maria Mediatrice ha accolto le Fraternità:

 

S. Elisabetta d’Ungheria Gregorio VII

S. Elisabetta d’Ungheria Primavalle

S. Maria della Perseveranza

S. Maria di Nazareth

S. Maria del Carmine e S. Giuseppe

 

per l’Incontro Zonale con tema “Il Mandato”, ovvero centrato sui punti di cammino affidati al nuovo Consiglio Regionale nel Capitolo tenuto il 19 e il 20 Ottobre 2013.

Ha guidato l’incontro Antonio Filosa, delegato della zona Fra’ Ruffino, e sono intervenuti Roberto Luzi, Responsabile della Formazione e Maria Grazia Di Tullio, Coordinatore Evangelizzazione e Presenza nel Mondo. Presente all’incontro anche il Ministro Regionale Bruno Tomarelli, appartenente alla Fraternità di S. Maria del Carmine e S. Giuseppe.

 

La giornata ha avuto inizio con la S. Messa delle ore 11.00 presso la Chiesa di S. Maria Mediatrice. A seguire, Antonio Filosa ha introdotto la prima parte dell’incontro. Sono stati costituiti dei Gruppi di Lavoro misti, facenti capo a ciascuno dei Ministri delle Fraternità, con il compito di individuare dei punti favorevoli o meno che possono emergere nella vita di Fraternità. Si sono condivise così le opere che le singole Fraternità portano avanti ma anche le difficoltà nelle relazioni all’interno delle Fraternità medesime o nel contesto della realtà condivisa (Curia, Parrocchia….).

 

Alle ore 13.00 le Fraternità hanno condiviso il pranzo. Un bel momento conviviale di dialogo e di comunione alla quale ciascuno ha partecipato, ciascuno secondo le proprie capacità, con cibi deliziosi e cura amorevole.

 

Alle ore 14.30 sono ripresi i lavori. E’ intervenuto Roberto Luzi, membro del Consiglio Regionale e Responsabile della formazione. Uno dei punti del “Mandato” riguardava appunto la formazione. L’intenzione è di creare unitarietà nel cammino di formazione e, a tal scopo, viene proposto un Gruppo di Lavoro costituito da delegati dalla Fraternità alla formazione per fissare dei punti comuni di cammino. A seguire, è intervenuta Maria Grazia Di Tullio, Responsabile EPM, che ha presentato i vari progetti che si intende seguire e quelli già in corso d’opera e, anche qui, viene chiesto di fornire dei nominativi per Fraternità per costituire un Gruppo di Lavoro EPM di riferimento.

 

Antonio Filosa, come Delegato zonale, propone di coordinare le attività di zona mettendo insieme i calendari di attività delle singole Fraternità per una reciproca conoscenza e partecipazione. Altresì, informa dell’uscita comune il 15 Giugno 2014, un pellegrinaggio a Poggio Bustone, che possa essere di letizia e di stimolo al sentirsi un’unica grande famiglia, nel non restare chiusi nei propri ambiti ed invece creare maggiori opportunità di condivisione.

 

Il Ministro Regionale manifesta il desiderio del Consiglio Regionale di essere a fianco delle Fraternità per un cammino comune e consapevole.

 

Seguono alcuni interventi dei Fratelli convenuti, sui temi proposti. L’incontro si conclude alle ore 16.30 con la preghiera finale. Pace e bene!

Incontro zona "Fra Pacifico" 15.2.2014

Incontro di zona Frà Pacifico

Basilica Ss.Pietro e Paolo

15 Febbraio 2014

 

La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” Osea 2-16-17

 

Ci siamo armati, sabato mattina di quella santa speranza di condividere una straordinaria giornata di fraternità. Si una di quelle giornate in cui si rincontrano quei volti che da un po’ di tempo sono entrati a far parte della nostra vita, della nostra famiglia, del nostro condividere il cammino fraterno.

Era forte il desiderio di affrontare insieme quel tema e quelle suggestioni suggerite in tante occasioni dal nostro papa Francesco e fatte proprie dal parroco di santi Pietro e Paolo p. Francesco.

Ed è stato proprio così, le aspettative e le speranze non sono state deluse. Già sulle scale della Basilica un gruppetto di fratelli ci attendeva per il benvenuto e per indicarci la sala del primo caffè: ed è stata subito la gioia dello scambio del saluto e del ritrovarsi insieme, ma abbiamo veramente gioito nell’incontrare per la priva volta i fratelli della nuova fraternità “Regina Angelorum” di Acilia.

“La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”, le nostre fragilità come luogo permesso da Dio per l’incontro con Dio, ma soprattutto come luogo dell’incontro con noi stessi e con il fratello; il deserto, come non luogo della desolazione e della disperazione ma luogo dove persino Gesù si lascia condurre per vincere la tentazione e, farci capire, che anche noi possiamo vincere i nostri deserti. Il deserto, come luogo dove lasciarci condurre per ascoltare la Sua Parola. Il deserto, come luogo dove condividere la nostra intimità con Lui.

P. Francesco ha poi rimarcato ciò che fa la differenza tra fratellanza e fraternità: il cuore luogo dove la debolezza si trasforma in forza che da vita; bulbo di una pianta che aspetta di essere messo nella condizione di esplodere in una straordinaria varietà di colori, forme e profumi: la fioritura della carità.

Lasciarsi sedurre dalla Parola di Dio è essere convinti che tutto questo è possibile.

Siamo passati poi alla condivisione, organizzata attraverso la creazione di gruppi eterogenei di riflessione sul tema, questo ci ha permesso non solo di sviluppare le suggestioni ricevute, ma anche di mettere in evidenza e condividere le attività ed i progetti delle singole fraternità locali ed anche i problemi e le difficoltà che ogni singola fraternità affronta nel realizzarli. Cosa che ci ha fatto acquisire la consapevolezza di essere una opportunità per i deserti dell’ uomo, all’interno della Chiesa e nella nostra società.

La numerosa partecipazione dei fratelli si è poi protratta oltre la celebrazione Eucaristica per il pranzo e le conclusioni finali, cui è seguita la proposta di condividere ancora una volta questa bella esperienza con il ritiro in preparazione della santa Pasqua.

Pace e bene

 

Con gioia i fratelli della zona frà Pacifico

Incontro zonale a Tolfa

Incontro zonale a Civitavecchia

Incontro zonale a Palestrina

Sabato 10 novembre 2012,

Si è svolto un’incontro zonale delle fraternità ofs,zona fr Benedetto nella chiesa Santa Croce delle monache clarisse a Palestrina.

“e il Signore mi dette tale “FEDE”nelle chiese che io così semplicemente pregavo e dicevo:Ti adoriamo,Signore Gesù Cristo,anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e Ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo”(FF.Francescane,testamento di San Francesco,111).

In un clima di sentita comunione fraterna,i confratelli della zona fr Benedetto,sono stati amorevolmente accolti dalle sorelle Clarisse,nella chiesa S.Croce a Palestrina.

Le ginocchia dei presenti si sono piegate davanti all’esposizione del Santissimo Sacramento,adorandolo in un clima di profondo e rispettoso silenzio,in comunione con le nostre care sorelle Clarisse,il ns padre assistente regionale fr Giovanni Ferri e il ns ministro regionale Bruno Tomarelli.

La chiesa di Santa Croce ci ha raccolti come un morbido e caldo nido accoglie i pulcini,l’odore dell’incenso emanato dal turibolo che delicatamente ondeggiava dalle braccia del nostro confratello Alberto,si diffondeva e saliva nell’aria,si respirava una pura aria di Grazia.

Davanti a Lui,il re dei re,inginocchiandoci insieme,rivolgendo lo sguardo fisso verso di Lui.

Se è vero che dove c’è carità e amore lì c’è Dio,è altrettanto vero che dove c’è Dio c’è carità e amore.

 Dopo una lunga adorazione è stato pregato il santo rosario meditato con gli scritti di Santa Chiara.

Si è reso cosi solenne omaggio alla nostra Regina,la Santa Vergine Maria madre nostra.

La bella giornata d’incontro si è conclusa con la Santa Messa celebrata dal padre assistente regionale ofs Fr Giovanni Ferri ofm capp.

Un doveroso ringraziamento,a tutti i presenti e in particolare a quei terziari un po’ avanti con gli anni che hanno piegato le loro stanche,logore e dolorose ginocchia insieme ai più giovani,davanti al ns Signore,ringraziamo il padre assistente fr Giovanni,il ministro regionale Bruno ,il referente zonale Giovanni  e il liturgista nonché nostro fratello Adolfo che ha svolto un servizio molto prezioso e in fine le nostre care sorelle monache clarisse.

Con la speranza che Ns Signore ci doni tanti altri di questi momenti di grazia.

Pax et Bonum

Deo Gratias

 

 

Zona Settore EST - 27 Maggio 2012

Incontro di Settore Est

dell’Ordine Francescano Secolare

“Il Francescanesimo di Santa Chiara”

 

Il 27 Maggio, in occasione del terzo incontro di settore, nei locali della Parrocchia di San Tarcisio, dove è presente da 70 anni la Fraternità O.F.S. “Santa Elisabetta”, si è tenuto un incontro con la partecipazione del prof. Marco Bartoli, professore associato di Storia medievale presso la LUMSA, grande studioso di Santa Chiara, su cui ha pubblicato diversi libri e saggi; dall’ottobre 1999 è stato eletto membro del Consiglio direttivo della Società Internazionale di Studi Francescani di Assisi.

Dopo i Vespri cantati, il professore ha parlato del francescanesimo di S. Chiara, facendo un excursus profondo, che, sia per le novità conoscitive, sia per la profondità e la maestria con cui l’argomento è stato affrontato, ci ha letteralmente affascinati.

Partendo da un’analisi dei trenta anni successivi alla morte di San Francesco, anni di grossi cambiamenti che hanno rivoluzionato il Francescanesimo, tanto da farne perdere o stravolgere il carisma originario, Marco Bartoli ha voluto esaminare come Chiara avesse vissuto questo periodo.

Negli 800 anni successivi alla morte di San Francesco (1226), infatti, questi anni sono stati quelli che hanno registrato maggiori cambiamenti nella storia francescana. Le condizioni di vita dei frati quando era ancora in vita Francesco e quelle degli stessi alla morte di Chiara (1253) erano molto differenti. Nella RnB (1221) si diceva che “I frati debbono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lungo la strada.” Non troviamo questa frase nella Rb (1223). Nelle Costituzioni pre-narbonensi del Capitolo del 1239 troviamo un articolo che dice che “I frati non devono stare nelle strade e nei luoghi pubblici “ad petendum” (cioè a chiedere l’elemosina)”. Probabilmente le offerte in chiesa o quelle spontanee erano sufficienti, ma questo ci fa vedere una sostanziale differenza in questi 30 anni, che possiamo sintetizzare in 4 punti.

 

-         Clericalizzazione

Nelle Costituzioni pre-narbonensi si prevede che non sia accolto nessun laico nell’Ordine, ma solo chierici formati. Possono accedere però laici istruiti o tali da portare prestigio all’Ordine…Francesco, quindi, nel ’39 non sarebbe stato accolto nell’Ordine (13 anni dopo la sua morte).

 

-         Accesso ai gradi accademici

A Parigi c’era la più grande Università, dove andavano a formarsi le più alte intelligenze europee. I Domenicani, predicatori, mandavano i propri chierici per formarli contro le eresie e per acquisire peso nella Chiesa. I francescani arrivano invece come semplici predicatori e accade che i professori vogliono diventare francescani, e apportano così all’Ordine un alto grado di formazione teologica.

 

-         Inurbamento dei frati

I frati prendevano dimora fra i poveri, quindi si sistemavano nelle periferie delle città (a Roma sul Lungotevere, san Francesco a Ripa). Man mano, entrano nelle città. Già nel 1250 troviamo i frati nei luoghi più importanti delle città.

 

-         Accesso alle cariche ecclesiastiche

I frati erano minori e non dovevano aspirare alle cariche ecclesiastiche. Nel 1241 già il primo francescano diventa vescovo di Milano.

 

Chiara, in quanto, donna, non aveva accesso a tutto ciò. Non aveva potere politico, peso economico, non poteva recarsi a Parigi o a Bologna, centri del sapere, perciò è costretta a un Francescanesimo non-dominativo. Con dominativo s’intende un francescanesimo che utilizza gli strumenti di dominio di questo mondo (economia, politica, cultura), chiaramente a fin di bene. Mentre i frati prendono la strada dell’erudizione e del prestigio, hanno cioè deciso di incarnare il loro ideale anche attraverso questi strumenti, non contemplati nella spiritualità francescana, Chiara rimane fedele al carisma, tanto da lottare fermamente per l’approvazione della Regola delle Povere Sorelle, ritenuta dal Papa troppo severa. La provocazione del francescanesimo di Chiara è stato quella di essere rimasta francescana. Ha dimostrato che era possibile fare un Francescanesimo fedele all’origine. Chiara rimane in disparte, vive 42 anni a San Damiano. Qualcuno pensava che il suo Francescanesimo fosse sorpassato. La domanda è: questo Francescanesimo non-dominativo è per sua natura irrilevante, senza peso nella politica e nella storia?

Nella Vita Prima di Tommaso da Celano, Chiara viene descritta come santa, pur essendo ancora viva: “Nobile di nascita, più nobile per grazia; vergine nel corpo, purissima di spirito; giovane di età, matura per saggezza; costante nel proposito, ardente ed entusiasta nell'amore a Dio; piena di sapienza e di umiltà; Chiara di nome, più chiara per vita, chiarissima per virtù”. Nella Vita Seconda Tommaso da Celano non scrive una parola sulla santa. Chiara sparisce in questa seconda edizione, segno evidente che il Francescanesimo fedele alle origini è in qualche modo giudicato sorpassato.

Come reagisce santa Chiara? In quegli anni viene redatta una Fonte molto importante, la Legenda dei Tre Compagni (1240 circa), la più vicina ad Assisi. In questo documento compare per la prima volta un episodio molto importante, quello del crocifisso di San Damiano: “Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela”. Chi poteva conoscere questo avvenimento e chi aveva interesse a far conoscere questo episodio mistico? Solo a Chiara, Francesco poteva aver raccontato questa esperienza mistica, perché questi fatti non si raccontano a qualsiasi persona, ma solo se c’è una necessità di carità. Francesco deve aver raccontato a Chiara l’importanza che aveva questo crocifisso nella sua conversione. Nel momento in cui l’Ordine maschile non vuole saperne di San Damiano, Chiara è la depositaria dell’esperienza di Francesco, è custode di una memoria francescana, conservata a San Damiano.

Il Francescanesimo di Santa Chiara appare paradossale. Senza peso politico, eppure in grado di promuovere la pace; senza peso economico, eppure attrae giovani donne di altissimo lignaggio; senza autorità ecclesiastica, eppure si permette di rispondere al Papa; senza sapere ideologico, eppure è la prima donna nella Chiesa a scrivere una Regola per donne che verrà approvata.

Francesco e Chiara sanno che si può fare qualcosa per la pace…pregano. Credono nella forza della preghiera e della preghiera per la pace. Nelle Fonti sono raccontati due episodi forti della vita di Chiara, quando vengono minacciati dai soldati prima il convento di San Damiano, poi la città di Assisi. Federico, che era anche re di Sicilia, aveva trovato nell'isola molti arabi e aveva disposto il loro trasferimento in Puglia, facendone le sue truppe scelte. L'autore della Legenda li presenta come “assetati del sangue cristiano”, collocando così l'episodio in continuità con lo spirito della crociata. Questo può essere definito il momento di maggiore debolezza nella vita di Chiara. In altre occasioni infatti aveva dovuto affrontare la povertà fino alla penuria ed anche la malattia, ma mai aveva visto in pericolo non solo la sua vita personale, ma anche quella delle consorelle. Chiara sa che non può fare nulla materialmente, ma non per questo resta impassibile. La preghiera è l’arma dei poveri, proprio chi è debole si affida al Signore : “Siccome io non posso nulla, pensaci Tu”. Nel momento massimo di povertà, la preghiera si fa audace, quasi una pretesa di fronte a Dio. Nella testimonianza resa al processo di canonizzazione da suor Francesca il testo dice: “Signore, guarda tu queste tue serve, però che io non le posso guardare”. È il grido di chi non ha più alcun potere e dunque confida in Dio. E Chiara, dopo aver pregato, ha fede di esser stata ascoltata e si rivolge subito alle sorelle, per confortarle: “Sorelle e figliole mie, non vogliate temere, però che, se Iddio sarà con noi, li inimici non ce potranno offendere. Confidateve nel Signore nostro Iesu Cristo, però che esso ce libererà”. I saraceni, annotano le Fonti, “se ne vanno in fretta, spinti dalla forza della sua preghiera”. C’è un rapporto tra povertà, preghiera e pace. Pensiamo anche all’episodio di Francesco, strumento di pace tra il Vescovo e il Podestà, e all’incontro con il feroce Saladino. Chiara, come Francesco, non è paralizzata dal senso d’impotenza, ma, confidando nella preghiera, costruisce concrete prospettive di pace. Ancor di più, Chiara parla di empietà e Francesco di vergogna se non si è strumenti di pace.

Il Francescanesimo di Chiara è di preghiera, di ritiro dal mondo, ma non si astrae dal mondo, non rinuncia a voler cambiare le cose, ad incidere sul tessuto sociale e sugli avvenimenti; è un Francescanesimo umile, ma che non si astrae dalla storia; non-dominativo, ma non per questo irrilevante.

 

                                                                                              

Zona fra Ginepro - 28 Aprile 2012

Incontro zonale a S.Giuseppe da Copertino - 28/1/2012

Incontro zonale S.Giuseppe da Copertino
giornata ofs zonale.ppt.pps
Presentazione Microsoft Power Point 6.7 MB

Zona Fra Pacifico

Incontro zonale S.G.Antida
s+g+antida+-+17-9-11.ppt.pps
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Zona Fra Ginepro

Incontro zonale Fra Ginepro a Bracciano  26-11-2011
Incontro zonale Fra Ginepro a Bracciano 26-11-2011
Festa di S.Francesco a Tolfa
Festa di S.Francesco a Tolfa

ORDINE FRANCESCANO SECOLARE TOLFA

FESTA DI S. FRANCESCO 2011

 

“…Ma svincolandosi man mano dalla superficialità, si appassionava a custodire Cristo nell'intimo del cuore, e nascondendo allo sguardo degli illusi la perla evangelica, che intendeva acquistare a prezzo di ogni suo avere, spesso e quasi ogni giorno s'immergeva segretamente nell'orazione. Vi si sentiva attirato dall'irrompere di quella misteriosa dolcezza che, penetrandogli sovente nell'anima, lo sospingeva alla preghiera perfino quando stava in piazza o in altri luoghi pubblici….” (FF 1403)

 

 Abbiamo meditato così in questi giorni, nel triduo di preparazione alla festa del nostro Serafico padre S. Francesco: riflettendo sulla “Dolcezza di Dio” e sulla sua infinita voglia di immergersi nell’intimo, per ricongiungersi segretamente sempre e in ogni dove, nell’orazione verso il Padre. Sono stati giorni intensi di preghiera, canti, silenzio ed infine di letizia, con la festa e l’agape fraterna di ieri, dopo la S. Messa, celebrata in questi giorni dal nostro parroco. La nostra fraternità di Tolfa, inizia così il nuovo anno fraterno. Ci impegneremo come al solito nella formazione personale e di fraternità, attraverso il testo di formazione nazionale che quest’anno ha come tema: Educazione al Vangelo e vita quotidiana” e cercheremo di tradurre e portare speranza nella vita di ogni giorno e di quella di tutti i fratelli che incontreremo durante il nostro cammino. Sono previsti molti appuntamenti sia locali che regionali, come il corso di formazione aperto a tutti, compresi simpatizzanti, che si svolgerà una volta al mese a Roma nella sede dell’OFS regionale a S. Lorenzo al Verano. Incontri di zona, che vede coinvolte le altre fraternità presenti nella nostra diocesi e nelle zone limitrofe (Bracciano, Tarquinia, Civitavecchia Santi Martiri e Civitavecchia Immacolata e la fraternità in formazione dei Cappuccini di S. Felice da Cantalice). Ecco le attività non mancano e confidiamo di avere sempre uno spirito di “pazzi francescani” che ha sempre distinto Francesco, per il suo amore infinito verso Gesù, che lo rendeva davvero pazzo di amore. Continueremo ad avere l’entusiasmo e la voglia di costruire, nonostante le difficoltà, che in questo periodo storico, assumono, davvero diverse “forme”, ma noi saremo forti, forti come la nostra più anziana terziaria, che in questi giorni ha compiuto 100 anni, la nostra consorella Paolina Paradisi, che ci ha però stupito per il suo modo di essere giovane, consigliandoci di non arrenderci mai e che il Signore nella sua vita ha avuto sempre il primo posto, attraverso l’esempio di Francesco… e se questi sono i risultati… allora non c’è che dire.. abbiamo una marcia in più!!!!!!

Vi rinnoviamo l’invito a venire a trovarci, nelle nostre adunanze, nella messa, nelle feste, negli incontri di formazione, nei nostri viaggi e pellegrinaggi, la nostra porta di fraternità è sempre aperta……ad ognuno di voi…..

Il Ministro e la fraternità di Tolfa tutta.

Pace e Bene